Il Superbonus è stato introdotto nel decreto-legge n 34/2020 il cosiddetto "Decreto Rilancio" approvato dal governo Conte. Nella formulazione iniziale consisteva in una detrazione del 110% delle spese sostenute a partire dal 1º luglio 2020 per la realizzazione di specifici interventi finalizzati all’efficienza energetica e al consolidamento statico o alla riduzione del rischio sismico degli edifici.

Cosa cambierà nel 2023?
Nel 2023 sostanzialmente l’aliquota scenderà dal 110% al 90% sia per i condomini che per le case unifamiliari. A parte le eccezioni riportate di seguito.

SUPERBONUS PER I CONDOMINI

Il decreto aiuti quater e la rispettiva legge di conversione prevedono che dal 2023 per i condomini e gli edifici da due a quattro unità immobiliari l’aliquota del Superbonus scenda al 90%. Ci sono però delle eccezioni, i condomini potranno usufruire del Superbonus con la detrazione al 110% anche nel 2023 se:

- l’assemblea condominiale abbia deliberato i lavori entro il 18 novembre 2022 e la CILA-S sia stata presentata entro il 31 dicembre 2022;

- l’assemblea condominiale abbia deliberato i lavori tra il 18 e il 24 novembre 2022 e la CILA-S (o la richiesta del titolo abilitativo) sia stata presentata entro il 25 novembre 2022;

- la richiesta del titolo abilitativo per gli interventi di demolizione e ricostruzione sia stata presentata entro il 31 dicembre 2022.

Gli edifici da 2 a 4 unità immobiliari, di proprietà di un unico proprietario o di più proprietari, potranno continuare a usufruire della detrazione del 110% nel 2023 nel caso in cui:

- la CILA-S sia stata presentata entro il 25 novembre 2022;

- il titolo abilitativo, relativo all’intervento di demolizione e ricostruzione, sia stato presentato entro il 31 dicembre 2022.

IL SUPERBONUS PER LE UNIFAMILIARI

Per le unifamiliari arriva la proroga fino al 31 marzo 2023, con l’aliquota al 110%, con la prerogativa che al 30 settembre 2022 bisogna aver realizzato il 30% dei lavori complessivi. La detrazione del superbonus scenderà al 90% e sarà possibile solo se:

- L’unità immobiliare sia adibita ad abitazione principale;

- Il contribuente abbia un reddito di riferimento non superiore a 15.000 euro;

- Il contribuente abbia un diritto reale di godimento sull’immobile.

NOVITA’ INTRODOTTE NEL 2023

Tra le novità introdotte oltre alla proroga, sono state approvate novità sulla cessione del credito:

- Il numero massimo di cessioni da parte di soggetti qualificati passerà da quattro a cinque. La prima sarà libera, poi saranno possibili tre cessioni verso le banche e poi avverrà la cessione da banca a correntista titolare di partita IVA;

- la possibilità di frazionare la cessione del credito in 10 anni;

- i crediti maturati dalle imprese al 25 novembre 2022 possono essere considerati dalle banche o dagli altri istituti finanziari come parametro per la valutazione del merito del credito e della disposizione delle relative condizioni contrattuali.