Cosa sono le comunità energetiche?

Le Comunità Energetiche sono un modello di approvvigionamento energetico, costituite da persone o enti che impiegano una stessa fonte di energia rinnovabile (generalmente quella solare) condividendola all’interno dello stesso territorio. In questo modo riducono la dipendenza dai fornitori di energia elettrica e dalle variazioni del mercato. Si tratta di un’innovativa concezione di consumo e sviluppo, che combatte gli sprechi e favorisce l’efficientamento energetico. Da tempo affermatesi all’estero, le Comunità Energetiche stanno finalmente diventando una realtà anche in Italia.
I benefici derivanti dalla loro istituzione si ripercuotono sia in campo economico che ambientale. Infatti, ricorrere a fonti rinnovabili non solo riduce l’inquinamento ambientale, ma anche i costi per la collettività.
Le comunità energetiche possono offrire servizi funzionali al perseguimento degli obiettivi di economia circolare, promuovere la realizzazione di interventi integrati di domotica e offrire servizi di ricarica dei veicoli elettrici.

In Emilia-Romagna, le comunità energetiche metteranno in condizione di incrementare la produzione, l’utilizzo e l’accumulo delle energie rinnovabili. Cittadini, imprese, enti locali e associazioni saranno al centro della transizione energetica. La Regione avrà un particolare riguardo per i progetti a forte valenza sociale e territoriale che coinvolgano i soggetti svantaggiati.
La nuova legge rappresenta un importante passo avanti verso il raggiungimento degli obiettivi individuati dal Patto per il Lavoro e per il Clima, sottoscritto dalla Regione a dicembre 2020. Tale patto prevede completa decarbonizzazione entro il 2050 e il passaggio alle energie pulite e rinnovabili entro il 2035.

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La prima comunità energetica è stata istituita a Scandiano (Reggio Emilia): un condominio che produce da sé l’energia elettrica per autoconsumo e ne accumula anche per alimentare una flotta di automobili elettriche. È già una realtà, che la Regione intende replicare su larga scala grazie alla legge sulle Comunità energetiche e l’autoconsumo collettivo di energia rinnovabile, approvata all’unanimità in Assemblea legislativa.
È giunto al termine, infatti, l’iter legislativo avviato con una proposta di legge della Giunta regionale finalizzata a sostenere lo sviluppo delle CER e dell’autoconsumo collettivo: in grado di produrre, distribuire, scambiare, accumulare energia a impatto zero attraverso impianti di energia rinnovabile.
Inoltre, in Emilia-Romagna sono già attive altre sperimentazioni:
- a Imola un gruppo di imprese produce collettivamente e consuma energia generata da fonti rinnovabili;
- a Bologna si lavora a “GECO”, un progetto per sviluppare la produzione sostenibile di energia nella zona Pilastro-Roveri.

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Al fine di promuovere la produzione e l'uso di energia rinnovabile, la Regione e gli enti locali individuano, entro un anno dall’entrata in vigore della legge, i tetti degli edifici pubblici e le aree pubbliche in disponibilità dei suddetti enti da mettere a disposizione anche di terzi per l’installazione degli impianti a servizio delle comunità energetiche rinnovabili.