La settimana scorsa abbiamo visto cos'è e come funziona la cogenerazione, di seguito il link: https://www.corazzariimpianti.it/cogenerazione-prima-parte/

Questa settimana invece vedremo quali sono i vantaggi e gli incentivi per chi decide di installare un impianto di cogenerazione

COGENERAZIONE: 
VANTAGGI E INCENTIVI

Cogenerazione: vantaggi

Il primo vantaggio è sicuramente quello energetico: la cogenerazione, rispetto a quanto accadrebbe con una generazione separata, richiede meno carburante per produrre una determinata quantità di elettricità e di calore.
Gli impianti cogenerativi permettono un risparmio di combustibile tra il 10 e il 30% rispetto alla generazione separata.

Vengono, inoltre, evitate le perdite di trasmissione e di distribuzione che si verificano quando l’elettricità circola sulle normali reti elettriche, dal momento che la destinazione prevalente è l’autoconsumo.

In questo senso, la cogenerazione può permettere consistenti risparmi sulle bollette energetiche grazie alla sua elevata efficienza intrinseca, che può fornire una copertura contro gli aumenti improvvisi dei costi dell’energia elettrica.
Il tempo di ritorno dipende anche dalle ore di utilizzo dell’impianto.

Impianti industriali – in alcuni casi anche civili – che funzionano intorno alle 8.000 ore all’anno, possono avere tempi di ritorno più brevi, intorno ai tre anni, mentre impianti civili, con meno della metà delle ore di funzionamento e taglie minori, hanno inevitabilmente tempi di payback superiori.

Nella microcogenerazione le tecnologie più indicate sono quelle dei motori endotermici alternativi (si tratta di motori alternativi a combustione interna con configurazione a ciclo Otto o Diesel) e delle turbine a gas.

Al contrario per le utenze industriali piccole e medie (ovvero impianti fino a qualche MW di potenza elettrica) può essere impiegata anche la tecnologia delle turbine a vapore.

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La Normativa, i “CERTIFICATI BIANCHI” e gli incentivi per la cogenerazione

Lo sviluppo della cogenerazione è estremamente intrecciato con quello delle normative italiane ed europee in materia di efficienza energetica e autoproduzione.

In particolare, la prima regolamentazione che ha fatto chiarezza su questa tecnologia è stata la direttiva n. 2004/8/CE, che si proponeva di creare un quadro per la promozione e lo sviluppo, nel mercato interno, definendo la cosiddetta Cogenerazione ad Alto Rendimento (CAR), a sua volta basata sulla domanda di calore utile e sul risparmio di energia primaria.

La direttiva 2004/8/CE è stata successivamente abrogata dalla direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, che ha però lasciato invariati i principi relativi alla definizione della CAR e dell’energia elettrica “quantificabile come cogenerativa”.

Nel mezzo è intervenuto il decreto ministeriale del 4 agosto 2011, che ha definitivamente stabilito i criteri per il riconoscimento della condizione di CAR, recependo sostanzialmente quando stabilito dalla direttiva 2004/8/CE.
La cogenerazione ad alto rendimento è importante perché si tratta della chiave per accedere all’incentivazione dei Certificati Bianchi.

In tutto questo il GSE, Gestore dei servizi energetici, gioca un ruolo chiave, dal momento che provvede al riconoscimento del funzionamento in CAR per le unità di cogenerazione che lo richiedono.

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I Certificati Bianchi non rappresentano però l’unico incentivo di cui possono beneficiare gli impianti di cogenerazione: questi ultimi, così come tutti i sistemi di autoproduzione elettrica possono godere di una parziale defiscalizzazione dell’accisa sul combustibile utilizzato.

In particolare, per il gas naturale (che è di gran lunga il combustibile più impiegato nella cogenerazione) non viene applicata l’accisa.

Inoltre tutto il gas utilizzato risulta defiscalizzato se l’impianto ha un rendimento elettrico maggiore o uguale al 46%.
Occorre poi considerare che un impianto di cogenerazione, se soddisfa i criteri delle delibere dell’Autorità dell’energia, può godere – così come gli impianti a fonte rinnovabile – del diritto alla priorità di dispacciamento. Che sostanzialmente consiste nella priorità – rispetto agli impianti termoelettrici tradizionali – nel ritiro da parte del GSE dell’energia elettrica ceduta alla rete.

Infine, è importante notare come esista una concreta possibilità di incentivazione anche per gli impianti di microcogenerazione, vale a dire quelli utilizzati prevalentemente in ambito residenziale.
In particolare, per gli interventi che prevedono la sostituzione di impianti termici con la microcogenerazione, esiste la possibilità di accesso all’Ecobonus fiscale del 65% sull’efficienza energetica, fino a un massimo di 100.000 euro.

La Corazzari Impianti opera in sinergia ed in team con figure estremamente differenti e qualificate, come fornitori e progettisti, che concorrono alla realizzazione effettiva di un’efficace impianto di cogenerazione, sulla base delle esigenze dei propri clienti, al fine di ridurre i tempi di “payback” dell’investimento.